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Quanto ti prende la gelosia?

La gelosia affonda le sue radici nelle dinamiche infantili e riattualizza nell’adulto il bisogno, tipico dell’infanzia, di amore illimitato ed esclusivo.

In un rapporto d’amore, un sentimento che non si confessa volentieri, ma dal quale è difficile restare immuni, è la gelosia. Da un sondaggio effettuato dalla rivista Riza Psicosomatica, si rileva che l’81% degli italiani si definisce una persona gelosa. Il primo dato che emerge è che le donne sono più disposte ad ammetterlo, si arrabbiano apertamente con i loro partner quando fanno i “farfalloni” e solitamente li aggrediscono a muso duro. I maschi, invece, fingono di essere superiori, difficilmente esplodono con le loro compagne, ma possono trattenere il rancore anche per anni.

La gelosia è dunque lo stato emotivo determinato dal timore, fondato o infondato, di perdere la persona amata, nel momento in cui questa dimostra interesse verso un’altra persona. Al di fuori della gelosia delirante, che costituisce un vero e proprio disturbo psicopatologico, un certo grado di gelosia si può comunque definire normale e giustificabile? Ebbene si. E’ un sentimento umano e intenso e come tale non va negato. Anzi, un pizzico di gelosia può lusingare e gratificare il partner perché lo fa sentire desiderato e prezioso ai nostri occhi.

Da dove nasce? La gelosia affonda le sue radici nelle dinamiche infantili e riattualizza nell’adulto il bisogno, tipico dell’infanzia, di amore illimitato ed esclusivo. Nel bambino questo bisogno è vitale, perché l’amore delle persone che lo accudiscono è la condizione essenziale per crescere e svilupparsi. In un certo senso, in ogni legame sentimentale è come se si cercasse di ricreare quella condizione infantile di fiducia e abbandono che a un certo punto è inevitabilmente venuta meno. La paura adulta di perdere l’amore viene così rivissuta come un segnale di pericolo per la propria esistenza, perché si teme di perdere l’appoggio di chi amiamo.

La frase tipica che rispecchia questo sentimento è: <Io non posso rinunciare a te>. A riemergere è proprio quella parte infantile che non vuole che le vengano tolti amore e sostegno e che teme l’abbandono. Chiaramente, quando questo sentimento scivola in comportamenti persecutori ed ossessivi, diventa espressione di problematiche psicologiche. La gelosia patologica può essere considerata come la manifestazione della mancanza di fiducia in se stessi ed è un residuo del sentimento provato da bambini verso il genitore di sesso opposto, quando ci si sentiva inferiori nella competizione con il genitore dello stesso sesso. Gli adulti che non hanno superato a livello inconscio questa fase infantile sono vittime della persistenza di queste emozioni, che continuano a operare anche nella vita adulta, condizionandola in modo negativo.

In una vita affettiva autentica è necessario avere il coraggio di lasciarsi andare interamente all’amore e di confrontarsi con il senso della propria limitatezza, con il bisogno che si ha dell’altro e con la possibilità che il partner possa andare via. In un rapporto d’amore il pericolo della perdita, del tradimento e dell’inganno non potrà mai essere del tutto eliminato: che lo si voglia o no, non si vivono mai certezze assolute. Amare, nonostante questo, rende l’altro importante e significativo per noi. Se amassimo soltanto quando l’altro ci può garantire un bene totale, resteremmo dei bambini immaturi.

BIBLIOGRAFIA 
F. Padrini. La vita di coppia. Edizioni Riza S.r.l. 2004.

Articolo pubblicato su Il Mattino di Foggia.

19 Maggio 2019
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