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Farsi una famiglia? Un bell’impegno

Il problema, più che riguardare unicamente la disparità di opportunità tra uomo e donna, riguarda piuttosto la coppia in toto, per le difficoltà che i partner devono affrontare nel gestire la vita familiare e quella lavorativa in modo equilibrato.

Un tempo avere dei figli era considerata la logica conseguenza del matrimonio, inteso come rapporto di coppia destinato a durare tutta la vita. Oggi la situazione sociale è diventata molto più complessa e la decisione di metter su famiglia si è fatta più difficile. Ormai si è aperta per le donne la via della parità dell’istruzione e della formazione, presupposti indispensabili per una uguale realizzazione professionale rispetto all’uomo. Allo stesso modo si è ormai affermata la convinzione che entrambi i partner si debbano dividere tra loro la cura dei figli.

Questo nella teoria, perché nella pratica le cose sono più complicate da gestire ed è soprattutto la donna che si viene a trovare in una situazione conflittuale. Infatti, il mercato del lavoro è orientato sempre più verso persone che dispongono di una grande mobilità e che possono impiegare la loro forza lavoro, libere da altri impegni limitanti. E’ anche vero che sul piano dell’avanzamento professionale, vengono preferite le persone in grado di occuparsi completamente alla professione. Per far carriera e rivestire posizioni direttive occorrono difatti competenza e impegno superiore alla media. Ed ecco allora che è la donna, generalmente, che sceglie di ridurre i suoi impegni lavorativi a favore della famiglia.

Talvolta, però, quando entrambi i partner decidono di suddividersi le incombenze familiari, scelgono un’attività a tempo parziale. Ma in questo caso restano per lo più a un livello gerarchico non elevato. Infatti, un’attività a tempo parziale, sia per l’uomo che per la donna, permette di solito di svolgere un’attività regolare, ma non di fare carriera. Dunque il problema, più che riguardare unicamente la disparità di opportunità tra uomo e donna, riguarda piuttosto la coppia in toto, per le difficoltà che i partner devono affrontare nel gestire la vita familiare e quella lavorativa in modo equilibrato.

La donna deve inoltre affrontare in prima persona la maternità e quindi la scelta, non sempre facile e immediata, del tempo in cui mettere al mondo un figlio. Per le donne che intraprendono una carriera lavorativa dopo un lungo iter di studio, la maternità avviene tardivamente e a volte il forte stress lavorativo non costituisce una premessa per la fertilità. Così la forte speranza di riuscire a rimanere incinta e l’ansia che questo comporta, può indurre la donna che vuole avere dei figli a rinunciare a una vera e propria carriera professionale.

Inoltre, la componente emotiva richiesta nel contatto con i figli, si concilia poco con la rigidità dei tempi lavorativi e con la razionalità e le esigenze pressanti del mondo del lavoro. Dunque la donna, che si trova ad affrontare maggiori disagi, tende a scaricare il suo risentimento sul partner e a muovergli dei rimproveri. L’uomo, a sua volta, può provare sensi di colpa per la situazione di disparità in cui si viene a trovare la sua compagna. Se lui ha successo nel lavoro può poi suscitare l’invidia di lei, che sarebbe stata adatta a far carriera quanto lui. Se invece lui non raggiunge una buona posizione, lei può provare irritazione per il fatto che non è nemmeno valsa la pena che lei rinunciasse a realizzarsi pienamente sul piano professionale. Ed ancora, se lui sceglie di occuparsi a tempo pieno della casa e dei figli, e lascia a lei il lavoro all’esterno e la carriera, può con il tempo soffrire di un senso di vuoto e sentirsi considerato un uomo debole e rinunciatario.

Chiaramente qualsiasi soluzione del conflitto lavoro-famiglia comporterà dei vantaggi e degli svantaggi. Ogni coppia deve allora trovare al suo interno un proprio accordo e un equilibrio accettabile tra le singole esigenze: spesso la soluzione dei problemi non viene da un cambiamento esterno, bensì da una revisione interna.

BIBLIOGRAFIA 
F. Padrini. La vita di coppia. Edizioni Riza S.r.l. 2004.

Articolo pubblicato su Il Mattino di Foggia.

9 Giugno 2019
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